Intimissimi - Camilla Tura De Marco

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INTIMISSIMI - BE GOLD
Intimissimi ha chiesto la realizzazione di una campagna indirizzata ai giovani che sensibilizzasse verso un comportamento più rispettoso della diversità, in particolare la creazione di una comunicazione capace di smantellare i pregiudizi basati esclusivamente sull'aspetto fisico.

Per fare ciò, abbiamo deciso di affidarci ad una tecnica giapponese, chiamata Kintsugi, che si usa per restaurare oggetti rotti; nel tempo questa forma d'arte è diventata famosa in tutto il mondo grazie ad un approccio estremamente romantico e metaforico: gli oggetti rotti vengono riparati con polvere d'oro per valorizzare le "cicatrici". Praticamente ciò che viene visto come un difetto diventa il suo maggior pregio, al punto tale da valorizzare il nuovo oggetto rispetto a quello originario da cui è stato realizzato.

Abbiamo quindi pensato che questo particolare punto di vista potesse essere applicato anche ai nostri corpi; cosa succederebbe se smettessimo di considerare i nostri difetti come tali e iniziassimo, invece, a guardarli in modo diverso, da un'altra prospettiva?

Per veicolare questo messaggio abbiamo realizzato un'intervista nella quale abbiamo posto delle domande a dei ragazzi di età comprese tra i 19 e i 23 anni per capire come essi vedono e si relazionano con il proprio corpo. Dopo aver avuto una visione globale e completa del loro pensiero, siamo arrivate al quesito centrale e cardine dell'intervista: "qual è la parte del tuo corpo che più ti rende insicuro/a?"
Alla fine dell'intervista, dopo aver spiegato la tecnica Kintsugi, abbiamo chiesto agli intervistati di cospargere il proprio corpo con dell'acrilico oro proprio nelle zone che loro considerano "critiche",

Ciò che è emerso alla fine del progetto è che il modo per contrastare il bodyshaming è solo uno: amarsi.

Dopo aver realizzato il video, abbiamo chiesto a tre degli otto intervistati di posare per degli scatti, mostrando senza vergogna le parti che avevano precedentemente cosparso di acrilico oro. In seguito, abbiamo creato delle affissioni multisoggetto, le quali ritraggono due ragazze e un ragazzo, tutti e tre con lo sguardo in camera, affinché si possa percepire il loro coraggio e la loro fierezza. Volevamo che gli scatti facessero percepire la fragilità dei soggetti ma che, al tempo stesso, facessero comprendere l'audacia che ci vuole per mettersi (letteralmente) a nudo e mostrare le parti del corpo che per anni sono state causa di dolore e vergogna.
Con il copy abbiamo deciso di veicolare un messaggio di speranza e incoraggiamento per far comprendere che si può rinascere dalle proprie fragilità; si tratta solo di cambiare punto di vista.
Abbiamo poi deciso di creare un effetto di trasparenza al testo, così che potesse risultare rosaceo, andando a richiamare il colore della pelle e, al tempo stesso, far sì che l'immagine possa essere apprezzata nel complesso, creando un equilibrio tra la parte testuale e quella visiva senza che nessuna delle due prevalga sull'altra.
"Ho capito
che devo imparare
a risplendere"

Dopo aver realizzato il video e le affissioni multisoggetto, abbiamo creato una storyboard che potesse racchiudere testualmente e visivamente il progetto completo.
Così abbiamo posto come sfondo una superficie in marmo bianco attraversata da delle linee color oro, in modo che tutto ciò richiamasse il concept della campagna.
Abbiamo continuato inserendo la descrizione del progetto, aiutandoci con la dimostrazione visiva di una statua riparata tramite la tecnica Kintsugi, affinchè si potesse comprendere appieno la filosofia celata dietro questa tecnica tanto romantica quanto pratica e risolutiva.
Infine, sulla destra, abbiamo posto un frame del video e, sotto lo stesso, abbiamo posizionato le tre affissioni, così che si potesse avere una visione completa e globale dell'intero progetto.
Va da sè che non si deve considerare un difetto, o presunto tale, come una cosa da correggere e sistemare, ma semplicemente da accettare come parte integrante del nostro essere, evitando così il ricorso a "sistemi di correzione" quali la chirurgia plastica. Il nostro messaggio vuole puntare sull'accettazione non sulla correzione.

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